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Autorizzazione paesaggistica: cos’è e quando serve

Autorizzazione paesaggistica: cos’è e quando serve

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Oggi vogliamo parlare dell’autorizzazione paesaggistica. Cos’è, quando serve e per quali interventi edilizi? Scopriamolo insieme.

Che cos’è l’autorizzazione paesaggistica

Nel caso di interventi edilizi in un’area soggetta a tutela paesaggistica è necessaria l’autorizzazione paesaggistica. Tale autorizzazione va richiesta all’ente competente, quasi sempre il comune.

In queste aree non è possibile procedere ai lavori senza l’autorizzazione. Ovviamente non sempre è richiesta, dipende da quale tipo di intervento vogliamo effettuare. Come sempre, è un intreccio di leggi quasi indecifrabili, che variano da regione a regione, o, addirittura, da comune a comune.

Proviamo comunque a delineare delle linee generali per capire quando occorre l’autorizzazione e quando no. Salvo poi informarci presso l’ente di competenza per essere certi cosa si può e cosa non si può fare nell’area nella quale vogliamo intervenire.

Quali sono le aree soggette a tutela paesaggistica?

Ma prima di capire in quali casi occorre l’autorizzazione paesaggistica e in quali no, facciamo prima un passo indietro e cerchiamo di capire: quali sono le aree soggette a tutela paesaggistica?

Tutela paesaggistica
Le sponde del lago sono sottoposte a tutela paesaggistica

Le aree soggette a tutela paesaggistica sono regolate all’interno del Comma 1 dell’articolo 142 del Dlg 42/2004, e sono:

  • I territori costieri entro i 300 metri dalla battigia,
  • I territori attigui ai laghi, sempre entro i 300 metri dalla battigia,
  • Quelli attigui ai fiumi, torrenti e tutti i corsi d’acqua, entro i 150 metri dall’argine,
  • Le montagne, a partire dai 1600 metri per le Alpi e dai 1200 per gli Appennini,
  • I ghiacciai,
  • Le riserve naturali nazionali e regionali,
  • I parchi,
  • Foreste e boschi e i territori sottoposti a rimboschimento,
  • I vulcani,
  • Le zone di interesse archeologico,
  • Zone assegnate alle università agricole,
  • Le zone umide regolamentate dal dpr del 13 marzo 1976.

Quali interventi richiedono l’autorizzazione paesaggistica?

Non serve l’autorizzazione paesaggistica per un muretto, una panchina e una vasca idromassaggio. Al contrario, serve l’autorizzazione ordinaria per due tettoie di oltre 30 mq” – dal Tar di Salerno.

Autorizzazione paesaggistica
Autorizzazione paesaggistica e le aree soggette a tutela paesaggistica

Questo, ovviamente è solo un esempio. In questo caso specifico il Tar spiega che non occorre l’autorizzazione per “opere di manutenzione e adeguamento degli spazi esterni, pubblici o privati, relative a manufatti esistenti, quali marciapiedi, banchine stradali, aiuole, componenti di arredo urbano, purché eseguite nel rispetto delle caratteristiche morfotipologiche, dei materiali e delle finiture preesistenti, e dei caratteri tipici del contesto locale.

Interventi da eseguirsi nelle aree di pertinenza degli edifici non comportanti significative modifiche degli assetti planimetrici e vegetazionali, quali l’adeguamento di spazi pavimentati, la realizzazione di camminamenti, sistemazioni a verde e opere consimili che non incidano sulla morfologia del terreno”.

Autorizzazione paesaggistica ordinaria e semplificata

Normalmente l’iter burocratico per ottenere l’autorizzazione paesaggistica ordinaria è piuttosto lungo e complicato. Essa, infatti, deve rimbalzare dall’ente competente alla Sopraintendenza e tornare indietro. Di norma si considerano più di 100 giorni per l’autorizzazione.

Vulcano zona paesaggistica
Gli interventi in zone vulcaniche richiedono l’autorizzazione paesaggistica

Per questa ragione, in alcuni casi, si può procedere con un’autorizzazione paesaggistica semplificata, che dimezza i tempi burocratici. Ovviamente, non sempre si può scegliere questa opzione.

Si può ottenere l’autorizzazione paesaggistica semplificata per gli interventi di lieve identità e per il superamento delle barriere architettoniche, come:

  • Realizzazione di rampe per dislivelli di massimo 60 cm,
  • Realizzazione di ascensori esterni.

Gli interventi devono, inoltre, essere realizzati nel rispetto delle caratteristiche architettoniche e morfotipologiche, dei materiali e delle finiture preesistenti.

Quando non serve l’autorizzazione

Infine, ci sono alcuni interventi che sono stati regolamentati e che non richiedono alcuna autorizzazione paesaggistica, e sono:

  • Manutenzione ordinaria e straordinaria, consolidamento statico e risanamento conservativo, i quali non devono alterare lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici.
  • Interventi per l’esercizio delle attività agro-silvo-pastorali.
  • Taglio colturale, forestazione, riforestazione, opere di bonifica, antincendio e di conservazione di boschi e foreste.

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